Il comparto olio d’oliva in crisi profonda e strutturale, le soluzioni dal mondo politico

Il comparto olio d’oliva in crisi profonda e strutturale, le soluzioni dal mondo politico

Le quotazioni sono drasticamente calte, anche quest’anno, con la conseguenza di mettere in ginocchio molte aziende olivicole, specie nel sud Italia.

L’allarme lanciato dalle organizzazioni di categoria e dalle associazioni di produttori ha avuto l’effetto di smuovere il mondo politico, generalmente insensibile alle sirene agricole.

Dopo la promessa di milioni di euro a favore del settore, ecco l’incontro tra il Ministro Zaia e la Commissaria Fisher Boel.

“Abbiamo fatto tutto ciò che era possibile. Ora non possiamo che augurarci che il Consiglio dei Ministri dell’Unione Europea trovi la maggioranza richiesta per approvare l’ inserimento dell’olio d’oliva nella lista dei prodotti che possono essere distribuiti agli indigenti e contribuire così a traghettare uno dei prodotti simbolo del made in Italy lontano dalla crisi che sta attraversando” ha dichiarato Zaia che subito dopo ha aggiunto che l'origine obbligatoria in etichetta “dovrebbe essere una realtà, tra circa una settimana per l'olio extra vergine di oliva”. Il Ministro ha inoltre garantito che saranno effettuati “sequestri non solo sulle navi ma anche sugli scaffali dei punti vendita, laddove viene venduto come made in Italy olio venduto a 3 - 3,5 euro al litro, che sicuramente non può essere italiano. Occorre mettere fine a queste frodi”.